Domenica 15 marzo,
Mariano ci ha lasciati.
non so con quale altre parole potrei comunicarvi questo.
Alessandro
Domenica 15 marzo,
Mariano ci ha lasciati.
non so con quale altre parole potrei comunicarvi questo.
Alessandro
GRAZIE DI CUORE
Un sentito ringraziamento ai vostri commenti , infaticabili portatori di affetto in queste difficili giornate.
Con stima e ricambiato affetto. Mariano


Tutto nasce tutto muore diceva qualcuno . Lo dicono in molti . E’ la voce dell’evidenza, la legge della natura . E non ci si può fare nulla . Che si creda al destino, che si pensi o no di poter essere fautori delle proprie scelte, davanti alla morte ci si ritrova tutti .
Ora penserete ad un mio macabro pensiero . Non vuole essere questo . Chi mi conosce sa che in me è decisamente predominante il lato ottimista . Amo essere ottimista, vedere nella persona che incontro un amico piuttosto che un pericolo. Forse è solo un modo per vivere meglio in fondo . Mi hanno abituato così, sono così e sono felice di esserlo .
Essere ottimisti però non vuol dire non fermarsi a riflettere e cercare di capire. Non vuol dire essere superiori alla sofferenza, non vuol dire esserne immuni. E l’ottimista non è al contempo un ebete che non vede i problemi che non piange davanti alla sofferenza .
E’quando certe cose ti colpiscono che metti in discussione le tue certezze. Le piccole certezze in fondo.
Ma perché ho associato sofferenza, vita , morte , e ottimismo, qual è il filo conduttore ? Non è un paradosso. Credo infatti che soffriamo tutti, solo reagiamo in maniera diversa . Credo anche che essere ottimisti possa aiutare ad uscire in maniera migliore da queste esperienze che ci mettono alla prova . In fondo il modo migliore di vivere e di crescere è cercare di uscirne sempre più forti. Altrimenti cosa vivremmo a fare ? Se le sofferenze che ci toccano fossero superiori alle esperienze positive varrebbe la pena continuare ? E’ per questo che mi sforzo di essere sempre sorridente, anche quando le cose prendono vie inaspettatamente difficili . In fondo abbiamo un istinto di sopravvivenza, questo è innegabile . Siamo "programmati" per vivere, per tutelare la nostra vita, i nostri valori, la nostra famiglia e perciò quello in cui crediamo .
Capita, giorno dopo giorno di incontrare delle persone che ti aiutano a capire quanto è bello esserci , quanto sia importante amare , quanto sia forte il valore dell’amicizia . E quando queste persone se ne vanno sai che ti mancheranno . Sai che lasceranno un vuoto, incolmabile, perchè ognuno è diverso e ha un posto fisso nel cuore di chi incontra nella sua esistenza . I ricordi, i bei ricordi, i flash e le immagini dei sorrisi,degli abbracci, "l’amaro" delle discussioni e il "dolce" delle riappacificazioni .
Un gesto che serve a noi, per farci star meglio, delle parole, le ultime che accompagnino il ricordo di chi ormai non c’è più. Non sono così presuntuoso in questo mio breve scritto di trovare delle risposte a dei problemi così radicati. Credo solo che questi pensieri li dovremmo dire quando una persona c’è . Spesso diamo tutto per assodato, rimaniamo in superficie nei discorsi, tralasciamo la comunicazione ed il lato umano dei rapporti . Ecco, se ci soffermassimo un po’ potremmo vivere più serenamente , esprimerci meglio e condividere quei pensieri e quei sentimenti che poi rimangono sopiti . Ci fa male non essere riusciti a dire qualcosa a qualcuno. Non aver potuto chiarire, parlare.
Con Te non è andata così.
Continuo con il mio lungo arrivederci, quel saluto iniziato per tempo, con la possibilità della serenità, come sei stato tu anche nella malattia.
E se qualcosa dopo la morte c’è , ed è bello poterci credere, allora avrò la possibilità ancora di stare assieme a te..
So che ci sei e che mi "tieni d’occhio" .
Con infinito bene.

Non voglio fare concorrenza al blog di Maria...è solo ciò che posso mangiare ( insalata ) e ciò che non mi è concesso!
Per il blog, si, ha avuto qualche problema con le immagini.

L'infinito cerchio del tempo.